FRITTURA DI ANIMELLE E CARCIOFI

Ah, che buone le animelle, cibo per veri buongustai! Animella è il nome popolare del Timo, una ghiandola situata nel collo dei bovini che non superano i due anni di vita. Considerato uno scarto di difficile reperibilità, l’animella ha un elevato contenuto nutrizionale e un gusto delicatissimo rievocante il sapore del latte. Ho assaggiato le animelle per la prima volta in un ristorante Argentino a Los Angeles, infatti le animelle sono un piatto molto popolare nella terra dei gauchos dove sono conosciute come “mollejas” e vengono fatte alla griglia e condite con limone e sale. Per me e’ stato un amore a primo morso! Croccanti fuori, tenerissime dentro, un sapore particolarissimo che viene perfettamente complementato con l’acidita’ del limone. Quando si tratta di carne, gli Argentini non sbagliano mai! Fortunatamente, al mercato argentino ho trovato le animelle crude, cosi’ ho deciso di portarmi a casa due bei pezzi da cucinare… in puro stile Italiano. Frittura di animelle e carciofi, roba da fare mugolare di piacere la Sora Lella!

Ingredienti: animelle di vitellone, cuori di carciofo, uova, cipollina verde, pangrattato Panko, succo di lime, sale, pepe nero macinato fresco.

Visto che Los Angeles non e’ la Liguria, ed i carciofi locali sono duri e filacciosi, ho preferito usare dei cuori di carciofo spagnoli che vengono venduti congelati e sono molto teneri.  Come pangrattato ho usato il Panko giapponese, che garantisce una croccantezza eccezionale, ed al posto del limone ho usato del succo di lime fresco.

Per quanto riguarda la preparazione, ci sono due scuole di pensiero: sbollentare o non sbollentare le animelle prima di cucinarle. Alcuni addirittura raccomandano di lasciarle in ammollo in acqua fredda per sei ore, prima di sbollentarle. Mah, cosa volete che vi dica, a me piace mangiare pericolosamente (gli avvelenamenti da ostriche crude in Messico e da sushi ad Amsterdam ne sono prova!) percio’ ho affettato le animelle crude, le ho immerse nell’uovo sbattuto (in cui non ho cercato il pelo) e poi le ho impanate. Stessa sorte e’ capitata ai cuori di carciofo!

Poi via di frittura in olio di oliva caldissimo e la solita carta per togliere l’unto lasciando le animelle croccanti fuori e tenere dentro.

Questa divina frittura l’ho servita caldissima, guarnita da cipollina verde tagliuzzata che ha aggiungto una nota di freschezza al fritto rendendolo meno pesante. Ho finito il piatto con una bella strizzata di lime, sale e pepe nero rigorosamente macinato fresco. Poi ho fatto le foto di rito e mi sono sbafato la frittura di animelle e carciofi mugolando di piacere e sciacquando il gargarozzo con un bel Rioja bianco ghiacciato!

Visto che quando finiro’ all’inferno, saro’ sicuramente nel girone dei golosi (o dei lussuriosi?) tanto vale mangiare bene finche’ sono vivo. Quando il diavolo mi pungolera’ le chiappe col suo forcone, mi consolero’ coi ricordi di questi piatti divini! Ut edam vivo.

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