BUDIN DE PAN

Non sono un gran goloso di dolci, ma ogni tanto dopo un’ abbuffata con gli amici, un bel dolce ci vuole. Chiaramente lo posso anche comprare, ma ho pensato che almeno un dessert “cavallo di battaglia” nel mio repertorio culinario lo devo avere! Dopo attenta ponderazione, ho optato per il Budin de Pan, dolce Argentino buonissimo che ho gustato a Buenos Aires ed a San Antonio de Areco.

A San Antonio de Areco – un paesino nel mezzo della pampas – una sera io e mia moglie ci siamo ritrovati a cenare in un eccellente locale chiamato Almacen de Ramos Generales (http://www.ramosgeneralesareco.com.ar/ambiente/). Dopo una sontuosa cena (di cui rammento un ottimo coniglio ai porri) abbiamo provato il budin de pan e siamo rimasti fulminati. Cosi’ buono che lo abbiamo mangiato anche per colazione la mattina seguente!

Dopo una consultazione via e-mail con il ristorante ed una ricerca su internet ho constatato che  – come in tutte le tradizioni culinarie popolari che si rispettano – esistono una miriade di variazioni!

Ho estrapolato il meglio delle ricette trovate, ed ho creato un budin de pan che alla fine e’ risultato una vera bomba! Delizioso, meglio di quello mangiato in Argentina! Leggerissimo (non c’e’ ne’ burro ne’ panna o creme varie) e gustosissimo! Con grande senso di altruismo condivido foto e ricetta per coloro che volessero cimentarsi. Ecco, dunque, il mio dolce cavallo di battaglia!

Cominciamo con gli ingredienti: tre pagnotte grandi, latte intero, 200gr di latte condesato, uvetta, estratto di vaniglia, scorza di arancia candita, rum, uova, zucchero.

il pane deve essere con mollica a grana grossa, tipo pane Toscano (senno’ l’impasto viene troppo denso) e ne serve di piu’ di quello che possa sembrare, visto che il volume si riduce quando il pane e’ inzuppato nel latte. Solitamente – essendo questo un “piatto di recupero” – il pane dovrebbe essere raffermo, ma va benissimo anche fresco, cosi’ come ho fatto io. Ho tagliato il pane a fette, ho rimosso la crosta e tagliato la mollica a cubetti che ho messo nella scodella del Kitchenaid. Il pane va poi inzuppato nel latte ed il tutto va mescolato creando un pastone che assomiglia vagamente alla ricotta.

Nel frattempo ho messo l’uvetta a macerare nel rum.  Rum che, ovviamente, ho dovuto assaggiare!

Mentre il mixer impasta la crema di pane e latte, ho aggiunto lo zucchero, il latte condensato, la scorza di arancia candita tagliata a cubetti ed infine l’uvetta con la sua colatura di rum.

Per quanto riguarda le quantita’ degli ingredienti, non dovete fare altro che assaggiare l’impasto ed aggiustarlo a piacere. Quando e’ perfetto, aggiungete le uova – io ne ho messe sei – e, se serve, un po’ di latte e/o rum per ottenere una crema non troppo densa ma non troppo liquida.

Dopo aver aggiunto e mescolato le uova, ho trasferito l’impasto in una budiniera imburrata, (io ho usato una di silicone anti-aderente) ed infornate a bagnomaria in forno a temperatura molto bassa. Per bagnomaria, intendo la budiniera dentro un’altra pentola con due dita d’acqua.

La temperatura del forno va tenuta bassa senno’ le uova si rapprendono troppo presto. Io ho fatto ad occhio, meglio partire a  temperatura bassa ed alzarla in seguito. Cuocete per circa un’ora, fino a quando infilando uno spiedino di legno nel budino lo ritirate asciutto. Quando il budino e’ asciugato, fatelo riposare e raffreddare.

Poi procederete allo sbudinamento del budino dalla budiniera. Con un’ abile azione sbudinante, sbudinate delicatamente il budino su un pianale budinabile. Occhio a non sbuttanare il budino durante lo sbudinamento!

A me lo sbudinamento e’ venuto abbastanza bene, solo qualche crepa qua e la’. Poco male, perche’ il dolce va rifinito con un bel caramello che copre le imperfezioni.

Per fare il caramello serve solo zucchero, un po’ di perizia e di pazienza, senno’ fa i grumi o brucia.

Un consiglio: resistete la tentazione di leccare il cucchiaio per assaggiare il caramello perche’ lo zucchero caramellizza a temperature tipo lava vulcanica e vi ritrovate con ustioni di primo grado sulla lingua! Parlo per esperienza. Io ho fatto il caramello “secco” ovvero senz’acqua, che quando raffredda si vetrifica. Perche? Perche’ il croccante del caramello si sposa molto bene con la consistenza soffice del budino. Il giorno dopo, comunque, l’umidita’ del budino ammorbidisce il caramello, lo rende sciroppato. Una sciccheria!

Appena il caramello e’ pronto, toglietelo subito dal fuoco (senno’ brucia) e  versatelo sul budino.

Occhio a non fare schizzi perche’, come detto, il caramello ha una temperatura veramente  bestiale e non e’ bello finire una sessione culinaria al pronto soccorso! Non appena il caramello si raffredda, potete cominciare ad ingozzarvi di budin de pan. Il dolce e’ cremoso ma leggero, con aromi di vaniglia, arancia, rum e con l’uvetta che completa il favoloso sapore di questo dolce. Una delizia!! Adesso le cene di un certo livello le finisco in bellezza con un bel fettone di budin de pan!  Vamos!

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2 thoughts on “BUDIN DE PAN

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